Il metodo di coltivazione dello zafferano non è tutto uguale

coltivare zafferano

Coltivare Zafferano VS Coltivare Zafferano Zaffiro

Coltivare lo zafferano o meccanizzare la produzione?


Coltivare zafferano o meccanizzare la produzione? Un interrogativo troppo semplice per noi.

Quando abbiamo deciso di coltivare zafferano avevamo ben chiara una sola cosa: non avremmo mai preferito quantità alla qualità.

Avremmo sempre messo davanti la qualità del terreno e del prodotto alle logiche del capitalismo spicciole: più produco più guadagno.

Oggi se Zafferano Zaffiro è diventato il primo zafferano essiccato a freddo lo dobbiamo solo alle persone che ci hanno dato fiducia, ai contadini ed imprenditori che in Iran hanno scommesso sul nostro posizionamento e sulla nostra visione.

Nessun compromesso quando si parla di zafferano, lo abbiamo scritto nel nostro statuto e ora vi spieghiamo cosa differenzia il metodo di coltivazione classico dal nostro.

Coltivare zafferano con il metodo tradizionale.

Il ciclo di coltivazione tradizionale dello zafferano prevede diverse fasi, le potete trovare nell’infografica qui sopra, ma ora ve le spieghiamo nel dettaglio.

La prima fase è la semina.

A seconda dei fattori climatici esistono diverse tecniche di semina. In Italia lo zafferano viene prodotto dal crocus sativus, una specie appartenente al genere crocus.

Al contrario di quello che si pensa di solito, il genere crocus è composto da oltre ottanta specie e, se ingerito, il fiore di croco porta alla morte, anche l’odore è pericoloso, basta un secondo per avvertire un terribile mal di testa.

Il crocus ha un’estrema variabilità genetica a causa di un elevato numero di cromosomi, questo significa che i gruppi di fiori possono evolvere in maniera totalmente diversa a seconda dell’habitat in cui vengono seminati.

Proprio per questo la semina è una componente fondamentale per il crocus sativus (o zafferano puro), perché due fiori di croco piantati in due habitat diversi possono trasformarsi in prodotti di qualità completamente diversa.

Il metodo tradizionale prevede di piantare i bulbi di zafferano in un terreno ben arato, per evitare i ristagni d’acqua, e per permettere ai fertilizzanti di aiutare la pianta a crescere.

La media della profondità di sotterramento dei bulbi varia dai 6 ai 15 centimetri, questo rendere il raccolto molto abbondante, perché la profondità riduce la capacità dei bulbi di moltiplicarsi, ma anche la qualità si riduce.

coltivare zafferano semina

La scelta da prendere, subito dopo aver scelto a che profondità nascondere i bulbi è a che distanza dovranno trovarsi tra di loro.

La distanza trai i vari potenziali fiori dipende del metodo di coltura usato (annuale o pluriennale).

Se si sceglie il metodo annuale si devono dissotterrare i bulbi ogni anno e quindi impiantare in un terreno differente (in Italia quasi tutti fanno così). La distanza media tra ogni bulbo, in
questo caso, è tra 1 e 3 centimetri.

Se, invece si opta per il metodo pluriennale si dissotterrano i bulbi ogni 5 o 7 anni, il terreno e le piante vivono con un quantitativo minore di nutrienti, ma hanno più spazio per vivere; sono difatti presenti tra i 15 e i 20 centimetri tra ogni bulbo.

Il metodo annuale è tipico della maggior parte delle regioni italiane, mentre il pluriennale è la prassi in Grecia, Spagna, India, Afghanistan e in alcune zone della Sardegna.

Ricapitolando, la qualità nel metodo annuale è più alta e più sono piantati a fondo e hanno distanza tra loro i bulbi più di qualità saranno i fiori. Allo stesso modo più bassa è la distanza e la profondità tra i bulbi e più alto è il ciclo di dissotterramento dei bulbi, maggiore è la resa per bulbo.

In questa fase, per proteggere la semina, si usano i pesticidi. A causa della variopinta flora italiana, uccelli, cinghiali e topi sono sempre alla ricerca di fare danni.

La seconda fase è il raccolto

Quando i fiori iniziano a sbocciare è il momento di raccoglierli.

Alcune aziende creano dei macchinari derivati dai raccogli patate per aprire solchi e arare il campo, altri raccolgono a mano con l’ausilio di macchinari pneumatici che usano il vuoto per raccogliere il fiore.

In ogni caso la parola chiave è velocità: un operatore specializzato è costretto a raccogliere fino a 50 fiori al minuto.

Ma perché tutta questa fretta?

Il motivo è semplice, se lo zafferano deve essere essiccato, allora non possiamo aspettare che i fiori appassiscano, dobbiamo togliere gli stimmi finché il fiore è aperto.

Da qui l’idea dell’Università di Cagliari di introdurre la robotica per meccanizzare la produzione. Invece che formare nuovo personale e nuovi operatori specializzati (che ovviamente hanno un costo) si procedere in direzione opposta. Un trend che in cina è diventato realtà con le macro-coltivazioni di zafferano, si arriva fino a 4 raccolti l’anno con genetica e robot.

I macchinari che oggi sono la soluzione per aumentare la produttività sono dei dispositivi agevolatori della raccolta, in parole povere recidono il gambo del fiore e macerano lo stelo nello sfregamento.

Se questa sia la soluzione del futuro noi non possiamo dirlo, non possiamo sapere se la robotica sostituirà il lavoro dell’uomo, ma una cosa è certa, noi non prenderemo parte a questo cambiamento.

coltivare zafferano raccolto

La terza fase è essiccazione

Dopo aver raccolto i fiori e dopo aver separato i pistilli dal fiore si seleziona la parte che verrà poi venduta. A seconda del tipo di qualità dello zafferano si selezionano le seguenti parti

a) La parte rossa o viola (zafferano di prima categoria)
b) La parte rossa e arancione (zafferano di seconda categoria)
c) Tutto il pistillo, rosso, arancione, giallo e bianco (zafferano di terza categoria)

Ricordatevi sempre se il vostro zafferano è arcobaleno non state comprando un prodotto di qualità.

Una volta selezionata la qualità di zafferano che deve essere venduta si procede con l’essiccazione a caldo.

L’essiccazione a caldo può avvenire su braciere/forno/carbone, dentro un disidratatore o tramite tostatura. I pistilli subiscono un violento trattamento termico che ne riduce la dimensione dell’80% e ne mette a rischio il corretto bilanciamento tra crocina, safranale e picocrocina i tre elementi chiave dello zafferano.

coltivare zafferano tostatura

La quarta ed ultima fase è il confezionamento

Dopo l’essiccazione a caldo i pistilli devono riposare e raffreddare. Vengono conservati in barattoli di vetro dopo essere stati avvolti nell’alluminio o in carta per un periodo di circa 30 giorni. Il colore inizia a decadere e sfuma verso il marrone e arancione.

Lo zafferano conservato in vetro o in carta ha un ciclo di vita di circa un anno, ma a causa del trattamento termico che ha subito, degrada molto velocemente. Fate attenzione una volta aperto! Se lo zafferano emana un odore acre o acido è ammuffito.

Lo zafferano, in teoria, non ha una data di scadenza, ma se viene tostato tutto dipende dalla temperatura. Anche i prodotti affumicati possono fare la muffa, controllate sempre la data di scadenza.

coltivare zafferano conservazione

Coltivare lo zafferano Zaffiro, uno sport diverso.

Quando abbiamo deciso di coltivare zafferano non avremmo mai pensato di sviluppare un nuovo metodo, ma quando ci siamo confrontati con produttori e coltivatori diretti abbiamo scoperto che la coltivazione – in senso stretto – dello zafferano è un’attività molto poco favorevole al cambiamento.

Invece che proporre un nuovo metodo, abbiamo fatto da noi e, oggi, siamo gli unici ad operare in questa maniera.

Abbiamo scelto di creare uno zafferano diverso senza accettare compromessi, questa è la pagina che avremmo dovuto scrivere tanto tempo fa e che avresti dovuto leggere prima di acquistare qualunque tipo di zafferano per la tua azienda o cucina.

Come facciamo la semina del nostro Zaffiro.

Piantiamo i nostri bulbi in un terreno vergine, in mezzo al deserto del Khorashan in Iran. Ogni anno dissotterriamo i bulbi e li piantiamo in un nuovo terreno, sempre in mezzo al deserto.

Ogni campo viene lasciato riposare dai 5 ai 10 anni dopo il raccolto, in questo modo il terreno non si impoverisce ed è possibile controllare in maniera chirurgica la qualità dello zafferano che uscirà dal campo.

Piantiamo i nostri bulbi in profondità, venti centimetri sotto la terra sono tanti e i fiori sono difficili da cogliere perché sono proprio raso terra quando fioriscono.
Anche lo spazio tra i bulbi è tanto, da 12,5 a 15 centimetri, in questo modo ogni bulbo può crescere e godere di tutto il nutrimento di cui ha bisogno, senza togliere risorse ai fiori che sono vicino a lui.

Non irrighiamo mai il campo, piove solo due volte l’anno e questa nostra scelta è la più grande difficoltà che affrontiamo.

Da un anno all’altro, infatti, il nostro zafferano ha sempre la stessa qualità in termini di odore, sapore e aroma, ma la quantità varia in maniera incredibile.

Abbiamo scelto di correre il rischio di produrre metà dello zafferano tra un anno e l’altro, ma mantenere intatto il sapore. Abbiamo scelto qualità a quantità.

Chiaramente questo è un difetto, perché non possiamo vendere il nostro zafferano a tutti, ma ogni metodo ha i suoi limiti.

coltivare zafferano zaffiro semina

Come raccogliamo il nostro Zaffiro.

Raccogliamo il nostro zafferano rigorosamente a mano, all’alba e per tutta la giornata. Non utilizziamo macchinari o robot, ma ci serviamo dell’aiuto delle centinaia di persone che giungono da ogni dove per la raccolta dello zafferano.

Ognuno ha diritto a raccogliere una particolare zona di terra, in modo da rendere equa la distribuzione del valore tra contadino e azienda.

E’ proprio questa la fase più costosa del metodo tradizionale, mentre nel nostro metodo è solo una delle fasi di lavorazione. Abbiamo scelto di investire nelle persone perché riteniamo che un robot non potrà mai svolgere con la stessa precisione il lavoro di un uomo in campo agricolo.

Anche se i robot moderni sono sempre più precisi, noi crediamo che una corretta divisione del profitto sia uno standard più interessante da raggiungere rispetto al semplice progresso tecnologico.

coltivare zafferano zaffiro raccolto

Come essicchiamo il nostro Zaffiro

A differenza del metodo tradizionale che obbliga i lavoratori a sostenere ritmi inumani (bisogna raccogliere ed essiccare a caldo lo zafferano lo stesso giorno), noi abbiamo portato la nostra azienda direttamente in mezzo al deserto.

Questo significa che lo zafferano appena raccolto viene portato direttamente in fabbrica, dove i nostri macchinari lo portano a meno 40 gradi e rendono lo zafferano praticamente immortale.

La differenza con l’essiccatura a caldo è semplice, con il nostro metodo lo zafferano non decade, è sempre viola e non perde le proprietà organiche nel tempo. Non solo lo zafferano è protetto, ma viene anche preservata la sua struttura chimica.

Portando a meno 40 gradi non abbiamo, difatti, bisogno di pesticidi, fertilizzanti o altre schifezze chimiche che rilasciano residui di metalli pesanti e contaminano lo zafferano.

Il metodo di essiccazione a freddo ci permette anche di garantire la sicurezza alimentare del nostro zafferano, avete mai chiesto ai vostri produttori la tabella con i valori di salmonella e E.coli? Sareste disgustati dallo scoprine i valori.

L’essiccazione è un processo troppo delicato per essere svolto in maniera tradizionale.
Con i rischi di contaminazione non si scherza, specialmente se lo zafferano è fatto in casa o viene dall’estero, in cui gli standard di produzione non sono Europei.

Visto che noi lo zafferano lo coltiviamo in Iran – il maggior produttore mondiale – abbiamo deciso di portare la tecnologia europea fin lì per controllare la filiera di produzione in maniera perfetta.

Certo, questo metodo di essiccazione è costoso, senza i nostri partner iraniani, non avremmo mai potuto affrontare degli investimenti così importanti, ma come abbiamo scritto all’inizio della pagina: nessun compromesso quando si parla di zafferano.

coltivare zafferano zaffiro essiccatura

Come confezioniamo il nostro Zaffiro

A differenza del metodo tradizionale che prevede l’impacchettamento in vetro o carta noi abbiamo sviluppato una particolare pellicola protettiva derivata da un polimero della plastica.

Resistente come la plastica che riveste i gommoni da mare e protettiva e isolante come un legno idrorepellente, la nostra bustina protegge lo zafferano ad ogni costo, ed anche quanto è aperta lo preserva dalla contaminazione e dall’umidità.

Attenzione però.

Una volta aperto lo zafferano è esposto agli agenti contaminati, il nostro zafferano – come lo zafferano normale – non è immune alla contaminazione, ma è solo più resistente perché è stato purificato e non tostato.

Proprio per questo inseriamo la nostra bustina all’interno di una custodia in carta iper rinforzata, la carta non assorbe l’odore e lo protegge all’interno della bustina.

Ogni custodia viene poi confezionata all’interno di un pacchetto. Il pacchetto viene imballato e sigillato per viaggiare all’interno delle classiche scatole di cartone – quelle che ti arrivano quando compri qualcosa su Amazon per capirci.

Ogni cartone lo ricopriamo con la juta per proteggerlo ulteriormente dagli urti.

Come sempre, prendiamo molto sul serio ogni parte del processo di lavorazione.

coltivare zafferano zaffiro conservazione

Ricapitolando, il metodo Zaffiro, a differenza del metodo tradizionale ha i seguenti vantaggi:
1) Qualità dello zafferano uguale nel tempo
2) Durata maggiore del prodotto
3) Colorazione, aroma e sapore più intensi
4) Sicurezza alimentare

E i seguenti difetti
1) Quantità dello zafferano che varia nel tempo
2) Costi di confezionamento più alti
3) Ore di raccolta più lunghe
4) Raccolti meno abbondanti

Ora che conoscete le differenze tra i due metodi è ora di conoscere tutto sulla coltivazione dello zafferano, tenetevi forte perché le informazioni scritte qui sotto non sono mai state rivelate.

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Coltivazioni di zafferano nel mondo, una panoramica

Le coltivazioni di zafferano sono sparse in tutta la zona del centro del mondo, poco al di sopra dell’Equatore.

Ma quali sono i reali numeri dello zafferano? Se cerchi su internet non troverai nulla su questo argomento perché in Europa e in Occidente lo zafferano non è quotato, ovvero non esiste una borsa valori come per le arance o il grano.

Ma allora cosa si intende per grandi o piccoli produttori e quali sono le coltivazioni di zafferano che vanno meglio?
Iniziamo con la domanda chiave, sopra o sotto 300 kg? Un paese si definisce grande produttore se produce più di 300 chilogrammi all’anno.

In Italia, ad esempio si producono circa 400 kg l’anno, di questi circa 600 kg vengono esportati. Già questo dato dovrebbe farti capire che il mercato dello zafferano vive di contraffazione.

Ma come fare a capire se lo zafferano è falso e soprattutto, quanto ne consumiamo nel nostro paese, se ne esportiamo così tanto?

In Italia si consumano 22 tonnellate di zafferano ogni anno, una cifra veramente spaventosa, ma ancora più spaventoso è quello che succede allo zafferano italiano una volta che esce dall’Italia.

L’oro rosso esce dall’Italia per andare in Spagna e poi… rientra in Italia! E si cari amici, se la matematica non è un’opinione lo zafferano che arriva qui, in Italia, dalla Spagna difficilmente sarà “puro”.

Avete mai provato a fare un test sulle bustine di polvere che mangiate tutti i giorni a casa? Avete mai notato uno strano sapore metallico? Avete mai notato come mai la bustina rilascia immediatamente il colore nel riso?

Come fa un prodotto naturale ad essere a rilascio immediato? Perché sa di metallo e perché il colore del risotto è così saturo?
Ora, noi non possiamo parlare per i nostri concorrenti, ma fare un’analisi sullo zafferano che comprate – specialmente se importato – non è un’idea malvagia.

Aspettate un attimo, la Spagna è in Europa, quindi per le leggi di etichettatura europea, se una fase del processo produttivo avviene in Italia, allora il prodotto è italiano e non è obbligatorio dire da dove viene sull’etichetta.

E allora perché sulle nostre confezioni indichiamo chiaramente che lo zafferano lo coltiviamo in Iran? E soprattutto, perché le nostre analisi sono di dominio pubblico e non sono rilasciate dal nostro laboratorio, ma dalla dogana?

Perché si ha l’interesse a nascondere le fasi di lavorazione del prodotto? Se in Spagna non succede niente al nostro zafferano, perché non diciamo che è passato da lì? La CONSOB potrebbe fare un controllo se ci fosse qualche sospetto.

E invece nulla, ci teniamo la polverina e siamo talmente abituati a vedere risotti saturi che anche i migliori ristoranti devono spiegare ai loro clienti perché scelgono Zaffiro, come se la qualità e la salute andassero giustificate.

Pur di dire che in Italia siamo i migliori produttori di zafferano al mondo siamo davvero pronti a tutto?

Per difendere il primato italiano siamo davvero disposti a scendere a compromessi?

Gli zafferaneti italiani, come vedremo nella prossima grafica, sono i migliori al mondo, ma viste le loro dimensioni ridotte, la possibilità di avere la stessa qualità o sapore dello zafferano – nel tempo – è a dir poco remota.

Ma allora cosa succede al migliore zafferano italiano una volta che esce dall’Italia? Come mai le bustine hanno tutte lo stesso sapore e la stessa resa indipendentemente dall’anno di produzione?

Come facciamo davvero a credere che nelle bustine ci sia solo zafferano italiano fatto in polvere?

Sarebbe come credere che gli spacciatori non aggiungono il taglio alle droghe che vendono perché non vogliono fare del male ai loro clienti.

Con questo non volgiamo dire che lo zafferano in polvere sia pericoloso o cose simili, volgiamo solo mettere in dubbio l’esatto contenuto delle bustine che vengono vendute come zafferano puro, ma polverizzato.

Come coltivare lo zafferano senza finire in bancarotta

Sa vuoi sapere come coltivare lo zafferano non puoi non considerare il mercato di riferimento. Ogni analisi parte dai numeri e quelli che contano sono riassunti nella grafica che leggi sopra.

Ogni anno vengono prodotte circa 300 tonnellate di zafferano nel mondo. Di queste 300, solo 50 sono di qualità top o di prima categoria.

Ma attenzione a non sottovalutare il clima quando si pensa alla coltivazione.

Nel 2013 e nel 2015, ad esempio, la produzione si è dimezzata perché in Iran non ha piovuto.

Se ti stai domandando come mai la produzione si dimezza se in Iran non piove la risposta è semplice. La Repubblica Islamica dell’iran è il maggiore produttore mondiale, con una quota di mercato che va dal 90% al 93%.

coltivare zafferano iran

Ora, non tutto lo zafferano è top di gamma, e se consideri che le 50 tonnellate di qualità top vengono tutte prodotte nella provincia del Sud Khorashan, puoi facilmente capire come il business dello zafferano di alta gamma sia un settore piuttosto di nicchia.

Se tutto lo zafferano italiano è di prima categoria, potranno mai le 0,4 tonnellate annue rappresentare un mercato interessante a fonte delle 22 importate?

Lo zafferano è un business molto costoso, prima di investire considera sempre quanto sei disposto a lavorare per guadagnare 12000€ all’anno senza contare i costi per un kg di zafferano prodotto.

Ma dove va a finire tutto lo zafferano di prima categoria? Scopriamo insieme nella prossima grafica.

coltivare zafferano classifica

Dalla coltivazione alla distribuzione dello zafferano nel mondo

Dal podio partono, oltre a quelle di zafferano iraniano, altre 9 tonnellate di prodotto pronto per l’export.

Ma dove vanno a finire queste tonnellate e, soprattutto, quali sono i mercati che subiscono di più le fluttuazioni della qualità dello zafferano?

I paesi oggetto di export sono Azerbaijan, Spagna e Italia. Piuttosto casuale che Spagna e Italia siano nella meta preferita dell’export, specialmente insieme all’Azerbaijan.

Quote minori raggiungono il resto d’Europa e, dopo essere passati dal medio oriente arrivano fino in Nuova Zelanda.

In seguito alle scelte di cultura, annuale contro pluriennale, i terreni Indiani del Kashmir hanno iniziato ad impoverirsi, questo ha fatto sì che lo zafferano indiano sia in declino.

Destino inverso, hanno avuto i campi dell’Afghanistan, dopo aver distrutto le coltivazioni di papaveri da oppio, il paese ha deciso di rivolgere le sue attenzioni all’oro rosso.

Una scelta piuttosto discutibile vista la scarsa tradizione del paese, ma visti i bassi costi, oggi non è inusuale trovare zafferano afgano sulla nostra tavola.

coltivare zafferano fiori

Coltivare lo zafferano, quali sono i guadagni dei produttori?

Ci vogliono da 110 mila a 170 mila fiori per ottenere un kilogrammo di zafferano puro.

Attenzione però.

Questo zafferano deve essere essiccato, e se lo essicchi a caldo, del kg che hai prodotto, te ne rimangono circa 200 grammi.

Considerando che un operatore specializzato può raccogliere un fiore al secondo, ipotizziamo che in un minuto si possono raccogliere 50 fiori (così rimane anche tempo per respirare).

50 fiori al minuto significa 3000 fiori all’ora, o 120000 fiori in 40 ore.

Come puoi immaginare, per produrre un kg di zafferano – se sei da solo e essicchi a caldo – non potrai mai effettuare la lavorazione in tempo.

Bisogna essere almeno in due/tre persone per fare un kg di zafferano.

Il tutto senza considerare il tempo di pulitura dei fiori e essiccazione.

Facendo i conti della serva, se un kg riesci a venderlo all’ingrosso guadagni 12000€ se hai uno zafferano davvero di qualità eccelsa.

Il tutto senza considerare il prezzo dei bulbi, dei fertilizzanti e pesticidi.

Se ancora sei riuscito a starci dentro è ora di confezionare il tuo prodotto. Per risparmiare puoi usare il vetro o la plastica, ma difficilmente ti costerà meno di 1€ al grammo se le confezioni sottovuoto.

Ne vale la pena?

La risposta varia in base a quanto decidi di valutare il tuo tempo, perché per farne una professione è un’ottima idea, ma per farne un business, con questi volumi, mancano davvero i numeri.

La domanda chiave è, però, come fa una piccola azienda agricola a controllare quello che succede allo zafferano?

Non fraintendeteci, ma se oltre al lavoro, all’essiccatura e al confezionamento la piccola azienda dovesse anche fare delle riserve per creare un sapore “identico” per il suo zafferano, non ci sarebbero davvero margini di guadagno.

Il mercato e il guadagno dei produttori di zafferano è simile a quello dei produttori delle birre artigianali, o meglio, ai micro produttori.

Come fa un micro birrificio ad avere sempre lo stesso sapore per la sua birra? Semplicemente smette di essere un micro birrificio. Perché per avere un sapore identico ci vogliono le riserve.

Proprio come i migliori champagne, che – a seconda dell’annata – aggiungono la “reserve” per garantire ai consumatori un prodotto che ha sempre lo stesso sapore, perché il loro Brand significa quel sapore.

Il nostro sogno è di creare un’associazione con i produttori di zafferano italiano, noi pensiamo al metodo, e loro ci mettono lo zafferano, con 400 kili l’anno si può davvero pensare a creare un brand che abbia lo stesso sapore di anno in anno.

Purtroppo la nostra idea ha ricevuto picche e quindi il nostro metodo e il nostro zafferano lo teniamo in Iran.

E’ davvero incredibile come in Italia, fare impresa significhi essere il miglior artigiano per il proprio locale e per il proprio gruppo di amici. Come se fare impresa fosse un crimine e il successo non fosse un obiettivo moralmente lecito.

coltivare zafferano bulbi

Coltivare zafferano senza conoscere i bulbi è rischioso, scopri perché

L’orizzonte temporale di chi inizia ad occuparsi professionalmente di zafferano non è sicuramente breve.

Se il tuo sogno è coltivare lo zafferano sul terrazzo o nel tuo piccolo orto, allora troverai molto utile quello che stai per leggere.

Iniziamo dicendo che i bulbi incidono in maniera reale sulla qualità del raccolto che otterrai, ma anche sulla quantità.

Esistono, difatti, 3 diversi tipi di bulbi, che – ovviamente – hanno costo crescente.

Se è la tua prima volta, non partire con i migliori, ma coltiva i peggiori, è molto facile sbagliare e far morire i bulbi, se l’investimento iniziale è basso non ti sentirai male per quello che può succedere.

I bulbi hanno un ciclo di vita semplice, da piccoli diventano medi, da medi diventano grandi e quando sono grandi fanno i “figli” ovvero un nuovo ciclo di bulbi piccoli.

I bulbi piccoli sono chiaramente i peggiori, sono poco produttivi e da ogni bulbo nascono o 0 o al massimo 1 fiore (il primo anno).

Dopo un anno i bulbi diventano medio/grandi oppure muoiono. La causa più frequente è il ristagno d’acqua, quindi scava sempre una canaletta per permettere all’acqua di scorrere se non vuoi vederli morire annegati.

Quindi da bulbi 1 o 2 centimetri di diametro ti porti a casa, se va bene, un fiore l’anno. Se per fare un kg ci vogliono 150000 fiori e tu hai mezzo fiore da ogni bulbo, verosimilmente il primo anno con 300 bulbi fai 1 o 2 grammi.

Dopo l’essiccazione ti restano da 0,2 a 0,4 grammi del tuo zafferano.

Il secondo anno le cose vanno meglio, il diametro dei tuoi bulbi diventa da 2 a 4 centimetri e inizi ad avere un fiore per ogni bulbo.

Facendo i conti della serva da 300 bulbi fai 300 fiori e quindi da 2 a 4 grammi. Ovviamente dopo l’essiccazione ti rimangono da 0,4 a 0,8 grammi di zafferano.

Il terzo anno i bulbi sono grandi, tutti di 4 centimetri e fanno 3 figli e dai 3 ai 4 fiori. Questo significa che dai 300 bulbi originari il quarto anno ne avrai 900, di cui 300 grandi e 450 piccoli.

Alla fine del terzo anno hai prodotto 1200 fiori e hai in tasca dagli 8 ai 16 grammi non essiccati.

Come puoi facilmente calcolare, i numeri sono diviso 3 se vendi solo la punta del pistillo.

Ne vale la pena? Assolutamente sì, ma per i primi 4 anni è un hobby, se resisti i numeri si fanno interessanti perché i bulbi si riproducono da soli.

Ma allora quali sono i bulbi da scegliere?

Se ti senti sicuro parti pure dai bulbi grandi, costano di più ma ti permettono di andare a produttività più alta, certo li paghi cari, e se quindi muoiono – non solo perdi il bulbo, ma anche i figli.

Fare dello zafferano un business richiede numeri più grandi, ma se vuoi davvero iniziare meglio farlo con una piccola produzione, alla fine il risotto che ne viene fuori, potrai dire di averlo fatto tu!

coltivare zafferano clima

Il clima ideale per coltivare zafferano, solo i numeri che contano

Diciamo la verità, lo zafferano cresce quasi ovunque perché è una pianta estrema, basti pensare che va in ibernazione se fa troppo freddo.

Non sappiamo perché, ma in Italia, si crede che lo zafferano necessiti di un clima particolare, niente di più falso.

Va però detto che alcuni climi si prestano meglio di altri alla coltivazione dell’oro rosso.

Una primavera piovosa, unita ad estati calde e secche è un mix ottimo, specialmente se gli inverni non sono molto rigidi (massimo -10 gradi se si vuole evitare l’ibernazione) e con piccoli periodi nevosi.

Paesi come Spagna e Grecia che hanno delle precipitazioni tra i 300 e i 400 mm annui sono perfetti, il Kashmir che ne ha più del triplo (1000/1500 mm annui) è ancora un ottimo terreno, ma la qualità è più bassa perché troppa acqua non va bene con zafferano top!

E se nella tua regione non piove così tanto? Bhe c’è sempre l’irrigazione! Puoi provare anche tu a piantare e coltivare lo zafferano!

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